Aula dall'altareQuesta struttura ecclesiale viene edificata agli inizi del 1600 in sostituzione del convento femminile di San Mercurio, esistente nei pressi del Convento del Rosario, abbandonato a causa della continua morte delle claustrali causata dalla malaria, portata da un “fiumarello” che scorreva li accanto.
Il sac. Buffa Armetta, nel suo “Carini note storiche” pubblica un documento con la descrizione dell’inaugurazione del Convento, alla presenza del Principe di Carini Vincenzo III La Grua Talamanca, e di tutto il cerimoniale dei nobili carinesi.San Vincenzo Era il Convento più grande di Carini, ed ospitava le figlie dell’aristocrazia locale. La chiesa venne dedicata a San Vincenzo Ferrer, santo domenicano, in onore di S.E. il Principe di Carini. Si presenta come una grande aula tutta coperta di stucchi opera di Tommaso Firriolo, genero di Giacomo Serpotta. Quando venne costruita la chiesa, l’accesso era al piano di campagna, mentre oggi per accedere bisogno salire per una maestosa scala in pietra, resasi necessaria a metà del 1800 quando venne abbassata la sede stradale per realizzare la nuova via di accesso al paese.Al suo interno possiamo ammirare una tela della Crocifissione, opera firmata da Giuseppe Patania, ed una tela della “Madonna in gloria e Santi”, mentre di grande impatto visivo è l’ampia grata in ferro battuto che separa gli ambienti della chiesa riservati alle monache di clausura.A sinistra dell’entrata è possibile ancora vedere la “ruota” attraverso la quale venivano consegnate alle claustrali le offerte delle famiglie e del popolo.

Chiostro