Chiesa Madre esternoLa Madre Chiesa di Carini, dedicata a Maria Santissima Assunta, non ha una data di edificazione certa. Alcuni autori la dicono edificata nella metà del 1400 altri alla fine, l’unico dato certo è che nel 1523, anno in cui iniziano le trascrizioni nei registri parrocchiali, la Madrice, così è chiamata dal popolo, era già esistente.Di dimensioni notevoli per la piccola Carini del 1500, la Chiesa Madre ha forma di croce latina e presenta una struttura a tre navate. Fu costruita in quello che un tempo era il Piano dei Cardoni, alle pendici del Monte Cerasea. La facciata principale è rivolta ad Est e domina la scena nella piazza più importante del paese. Chiesa MadreAl suo interno sono custodite opere che contraddistinguono la storia dell’arte non solo siciliana, accanto a opere dei due Zoppi di Gangi (Salerno e Bazzano), del D’Anna, del Testa, del Tancredi, del Serpotta, del Gagini, del Bagnasco e dei fratelli Manno troviamo anche il fiorentino Alessandro Allori. Il portone centrale in bronzo, raffigurante i quattro Evangelisti con il Crocifisso, è opera dello scultore Governali ed è stato realizzato in occasione del cinquecentenario della fondazione della Chiesa Madre. Entrando in chiesa, nelle volte delle tre navate si possono osservare gli splendidi affreschi che riportano scene del Vecchio Testamento nella navata centrale, opera di Giuseppe Chiesa Madre internoTesta (1780?), mentre nelle navate laterali, affrescate da Onofrio Tomaselli (1920), scene tratte dalla vita di Gesù. Nella prima cappella a destra, sopra il fonte battesimale, una tela di autore ignoto rappresenta il “Battesimo di Gesù”, a seguire la “Madonna della Mercede” sovrasta la cinquecentesca statua di “San Sebastiano”. Sopra l’ingresso dal “tocco” la tela della Madonna Assunta con Sant’Ignazio di fronte un antico fonte battesimale riutilizzato come acquasantiera datato 1494 ed un’acquasantiera di scuola gaginiana. Di seguito possiamo ammirare la “Madonna libera infermi” del messinese G. Tancredi un tempo nell’omonima chiesa. Nella cappella di Santa Lucia, oltre alla statua della santa della fine del 1500 troviamo la statua di San VitoAdorazione dei pastori di Alessandro Allori della prima metà del 1500 ed opera di Paolo Gili. La cappella del Crocifisso è forse il posto dove più si concentrano le opere d’arte della Madrice: oltre al simulacro ligneo del 1500 con lo splendido reliquiario in pietra d’agata, troviamo una “Crocifissione” su ardesia dello Zoppo di Gangi; due grandi tele di Vito D’Anna: l’Addolorata e la Deposizione dalla Croce, i due grandi angeli in stucco che proteggono il Crocifisso sono opera di Procopio Serpotta. L’altare maggiore, o Cappellone come lo definiscono i carinesi, è dominato dal grande quadro dell’Assunzione di Maria, di Antonio Manno; nei lati la “Presentazione di Maria al tempio”, la “visita della Madonna a Sant’Elisabetta”, lo “sposalizio della Madonna” tutti dei fratelli Manno, e la “Madonna con due monaci” dell’Angeleri. La cappella successiva è quella dell’Immacolata con il simulacro della Madonna opera del Bagnasco e la tomba con ritratto di Mons. Vecchi della fine del 1500; al limite con la successiva cappella del Sacro Cuore di trova una tabernacolo marmoreo della scuola del Gagini. Tabernacolo di Giacomo GaginiNella cappella blindata si può ammirare “L’adorazione dei pastori” del toscano Alessandro Allori datato 1575, e la portantina lignea della fine del 1600 con la quale i Padri Recordanti provvedevano all’estrema unione dei moribondi. Nelle cappelle successive troviamo una statua lignea di Sant’Andrea del XVI secolo di ignoto autore, una statua di San Pietro opera del Bagnasco ed alla sua destra una tela della “Madonna della Neve” opera dello Zoppo di Gangi Gaspare Bazzano, mentre nella cappella dell’Ecce Homo sulla parte sinistra osserviamo la tela raffigurante Papa Costantino tra i Santi Pietro e Paolo (anche questa di Gaspare Bazzano) mentre in alto sull’altare una tela con la Pietà del Cerami.Nel vestibolo della sacrestia una tela con Santa Rosalia ci anticipa la seguente grande tela di San Castrenze, dov’è possibile vedere un piccolo panorama di Carini nel 1700, ed i ritratti dei numerosi arcipreti di Carini a partire dal 1700.Madonna della Neve di Gaspare Bazzano