Agonizzanti - esternoLa Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti viene edificata inizialmente quale cappella gentilizia dell’attiguo palazzo appartenuto alla famiglia Marchisi. Nel Rollo della Confraternita che qui si riuniva viene citata quale luogo per la sepoltura dei confratelli.Il prospetto, interamente rifatto agli inizi del 1900, nasconde al suo interno un trionfo di decori tardo-barocchi. Strutturalmente simile all’Oratorio del Santissimo Sacramento, Agonizzanti internodel quale richiama la forma a navata unica con vestibolo, agli inizi del 1700 viene arricchita di stucchi, sicuramente opera delle maestranze che qualche anno prima avevano realizzato il predetto Oratorio, ed impreziosita dagli affreschi di Filippo Tancredi e di Filippo Randazzo. Il tema dominante è la vita della Madonna, i grandi affreschi, delimitati da cornici in stucco, raffigurano (in senso orario da sinistra a destra): la Natività della Vergine, la Presentazione di Maria bambina al Tempio, la Visitazione, la Presentazione di Gesù al Tempio, l’Apparizione della Vergine ai discepoli, l’Ascensione; al centro delle due pareti laterali in due piccoli teatrini in stucco troviamo raffigurati: la morte della Madonna e la morte di San Giuseppe. Presentazione della MadonnaNel grande affresco centrale della volta l’Apoteosi della Vergine è contornato da altre scene della vita della Madonna: l’Adorazione dei Magi, la Pentecoste, l’Ascensione di Nostro Signore, la Natività; dai quattro Evangelisti e dai mezzibusti in stucco di quattro sante vergini: Sant’Oliva, Santa Lucia, Santa Ninfa e Sant’Agata. All’ingresso del transetto l’affresco dell’Annunciazione ci introduce nel tamburo ottagonale della cupola ai lati del quale possiamo osservare quattro affreschi. La morte della MadonnaNell’altare la grande tela della Madonna degli Agonizzanti, attribuita a Rosalia Novelli con probabili interventi del padre Pietro Novelli, ruba la scena alle due tele laterali di San Giuseppe che sogna e la Sacra Famiglia. Da una botola posta al centro del vestibolo è possibile accedere alla cripta della confraternita, dove è ancora possibile osservare i colatoi che servivano all’essiccazione dei cadaveri dei confratelli della Congregazione di Maria Santissima degli Agonizzanti.